L’impairment uditivo negli studenti universitari

Nell'ambito del Convegno "Cultura senza barriere"    http://www.culturasenzabarriere.org/
il 19 febbraio alle ore 15.00, presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova, ci sarà un Seminario sul tema L'impairment uditivo negli studenti universitari, a cura
del prof. Edoardo Arslan e della dott. Elisa Di Luca.

Negli ultimi 20 anni si è assistito a un radicale cambiamento nel trattamento dell’impairment uditivo sia nei bambini che negli adulti. Con l’introduzione di protesi acustiche tecnologicamente sempre più sofisticate e potenti e soprattutto con l’utilizzo dagli impianti cocleari nelle ipoacusie profonde, procedure che oggi sono di routine nei Paesi Europei, è possibile recuperare una soglia uditiva adeguata alla percezione del messaggio verbale in tutti i tipi e gradi di hearing losses.

Questa possibilità ha migliorato enormemente le aspettative di una buona qualità della vita dei pazienti con lesioni uditive, ma soprattutto ha modificato radicalmente l’approccio tradizionale al rapporto tra impairment uditivo e disabilità-handicap uditivi.
Vi sono tre fattori principali che contribuiscono a determinare la gravità della disabilità uditiva indotta da una hearing loss:

  1. il grado di perdita uditiva fattore che oggi è completamente reversibile con le procedure di correzione protesica disponibili;
  2. il tipo e l’efficacia della correzione protesica adottata dal soggetto, fattore anche questo da considerarsi reversibile;
  3. l’età di insorgenza della lesione uditiva in funzione dell’influenza che la lesione può aver avuto nello sviluppo del linguaggio del soggetto.

Quest’ultimo fattore è il più critico e riguarda la categoria di hearing losses chiamate pre-verbali, e cioè che insorgono nel bambino, dalla nascita fino ai primi 4 anni di vita, per gli effetti irreversibili che possono avere sulla percezione uditiva e del linguaggio. L’assenza di una adeguato ingresso uditivo durante il periodo di plasticità e di sviluppo del cervello provoca infatti un handicap permanente dovuto alla mancata organizzazione delle strutture nervose.
Per questo motivo oggi non è più proponibile schematizzare impairment e disabilità uditiva negli studenti solo in base all’audiogramma, ma va attentamente considerati gli aspetti legati alle sue abilità linguistiche, soprattutto per poter scegliere gli interventi e i supporti più adeguati alla sua partecipazione alle lezioni e alle attività accademiche.
Nella Università di Padova da più di 15 anni gli studenti sordi che fanno richiesta di un supporto al Sevizio Disabilità vengono valutati attraverso il colloquio iniziale di orientamento e in base al tipo di comunicazione che utilizzano (LIS: Lingua Italiana dei Segni oppure oralista) vengono decisi i supporti da erogare.