Due ragazze cinesi all'Istituto Sordi di Torino
L'esperienza presentata è stata coordinata e seguita da un'educatrice professionale dell'équipe dell'Istituto dei Sordi di Torino.
L'Istituto dei sordi di Torino è oggi una Fondazione senza scopo di lucro con propria autonoma amministrazione, che opera nell'ambito di finalità di solidarietà sociale. Realizza formazione di educatori, insegnanti, assistenti alla comunicazione e progetti per l'integrazione di gruppi di ragazzi sordi nelle scuole di tutti. Per maggiori informazioni: www.istitutosorditorino.org
Nell'anno scolastico 2004/2005 è arrivata Z. F., di anni 15, nata in Cina.
La ragazza era affetta da gravissima ipoacusia neurosensoriale bilaterale prelinguale, non era mai stata sottoposta a riabilitazione logopedica nel paese di origine, né abituata all'uso delle protesi. Timida e introversa, giunta in Italia da pochi mesi, si esprimeva esclusivamente in Lingua dei Segni cinese e in Lingua cinese scritta, con le quali comunicava in famiglia, apprese in una scuola speciale per sordi in Cina.
Poche settimane dopo la famiglia ha richiesto un intervento per la sorella maggiore, X.C., 19 anni, affetta da grave ipoacusia neurosensoriale bilaterale postlinguale, oralizzata in Lingua cinese e in possesso di licenza media del paese di origine.
Prima di designare un progetto educativo individualizzato, si è ritenuta opportuna una prima fase di osservazione per cogliere il grado di alfabetizzazione in lingua madre, di conoscenza della Lingua dei Segni, nonché di preparazione e istruzione, delle ragazze, anche attraverso il coinvolgimento di una mediatrice alla comunicazione. Rilevata in entrambi i casi la buona conoscenza degli ideogrammi e della grammatica cinese, nonché una notevole capacità di esprimere concetti complessi e astratti, Z.F. è quindi stata iscritta alla classe terza, sezione B, di una scuola secondaria inferiore paritaria di Pianezza (To), mentre per X.C. si è deciso di stilare un programma scolastico personalizzato per sostenere l'esame di licenza media come privatista presso la stessa scuola.
In entrambi i casi l'intervento educativo è stato mirato alla precoce dotazione di strumenti comunicativi, in particolar modo le basi della Lingua Italiana dei Segni, per integrarsi nel gruppo di adolescenti sordi frequentanti l'istituto, quindi alla mediazione in LIS, all'alfabetizzazione in Italiano, nonché svolgimento di un programma finalizzato al superamento dell'esame di licenza media.
Per gli obiettivi generali comuni e per motivi organizzativi, le ragazze sono state seguite presso i locali dell'Istituto, ma l'adiacenza a quelli della scuola media ha permesso una proficua collaborazione con i docenti.
Il consiglio di classe, per le leggi ministeriali vigenti, ha richiesto dopo il primo mese di frequenza una prova di accertamento culturale per i privatisti, per approvare l'idoneità alla partecipazione all'esame di licenza. Successivamente il Consiglio è stato disponibile a partecipare, anche se in modo indiretto, alla programmazione scolastica basata su obiettivi minimi fondamentali come previsti dalla L.104/92. Per tutte le materie si è ricorso il più possibile a strategie visive (immagini, disegni, foto, grafici, schemi).
Per insegnare il lessico in Italiano scritto e in LIS sono state utilizzate le immagini come mediazione. Ogni giorno venivano proposte parole nuove per gruppi semantici, da organizzare in una rubrica, che riportasse l'immagine, la parola e il disegno del segno, il cui apprendimento era successivamente verificato attraverso forme di dettato in LIS o presentando le immagini, il cui grafema era da scrivere accanto; inoltre veniva trattata contemporaneamente la grammatica italiana, perché le alunne imparassero a classificare gli aspetti morfosintattici e a riconoscere i sintagmi costitutivi delle preposizioni.
Sono stati proposti testi di difficoltà crescente, nel corso dell'anno, con verifica della comprensione attraverso domande strutturate e aperte, nonché esercizi descrittivi di un'immagine in LIS e in Italiano scritto.
Gli strumenti adottati sono stati: un dizionario Cinese-Italiano, un dizionario di LIS, sussidi didattici della scuola elementare speciale per sordi e testi di supporto per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri, internet.
Z. F. è stata sottoposta a riabilitazione logopedica secondo metodo bimodale presso l'Istituto con cadenza di due volte a settimana, ma da segnalare è il progetto di abilitazione linguistica nel quale è stata inserita per circa un'ora a settimana: esso è basato sull'utilizzo di alcune metodologie derivanti dalla logogenia, metodo linguistico ideato dalla prof. Bruna Radelli e basato sulla grammatica generativa di Chomsky. La logogenia si propone di migliorare le capacità di comprensione e produzione della lingua italiana scritta; la modalità è, di conseguenza, la lingua scritta senza alcun utilizzo di supporti orali o derivanti dalla lingua dei segni e verte sulla comprensione di coppie minime, frasi ambigue ed esecuzione di ordini. Richiede e sviluppa capacità di concentrazione perché tutta l'attenzione deve essere rivolta alle parole e alle frasi che vengono proposte dalla logogenista o dall'utente stesso. Z.F. ha potuto con essa migliorare la comprensione globale, la produzione spontanea, le strutture morfologiche e ampliare il lessico.
Per favorire l'integrazione con il gruppo classe, le ragazze hanno partecipato alle proiezioni didattiche organizzate dai professori della scuola media, hanno condiviso le pause dell'intervallo in classe o in giardino e talvolta partecipato alle lezioni di educazione fisica. L'educatrice ha svolto il ruolo di mediatrice nelle relazioni, rese difficoltose dalle barriere linguistiche, ma soprattutto culturali. I migliori risultati sono stati raggiunti nell'integrazione con i coetanei sordi, grazie ai momenti di condivisione di studio e gioco nel doposcuola presso l'Istituto, per quanto riguarda Z.F., mentre per la sorella X.C. sono stati fondamentali i laboratori manuali presso "Casa dei Decibel" e lo svolgimento di piccole mansioni all'interno dell'Istituto stesso.
Anche la famiglia delle ragazze cinesi ha tratto benefici da questa esperienza di integrazione, che è andata oltre il contesto scolastico: l'educatrice è stata infatti un supporto importante per gestire le problematiche relative all'integrazione sociale e alla compilazione della modulistica per l'utilizzo dei servizi presenti sul territorio.
Anche la loro famiglia ha tratto benefici da questa esperienza di integrazione, che è andata oltre il contesto scolastico: l'educatrice è stata infatti un supporto importante per gestire le problematiche relative all'integrazione sociale e alla compilazione della modulistica per l'utilizzo dei servizi presenti sul territorio.
Il bilancio dell'intervento educativo è stato più che positivo. Le ragazze hanno sostenuto con successo l'esame di licenza media, ottenendo così il diploma in data 23/09/05 entrambe con votazione distinto. Hanno realizzato importanti progressi anche sul fronte della comunicazione, della socializzazione e dell'autonomia:
Z. F. ha acquisito un buon bagaglio lessicale sia in LIS che in Italiano scritto, riuscendo a comprendere e analizzare testi di media difficoltà, compiendo anche inferenze; ha imparato a strutturare adeguatamente frasi minime e talvolta con diversi complementi, anche se le difficoltà maggiori sono emerse proprio nella produzione linguistica, in quanto la struttura sintattica e grammaticale era tipica dei sordi (dimentica articoli, preposizioni, congiunzioni) oltre a subire interferenze dalla lingua cinese. In LIS la competenza in produzione era in costante miglioramento, mentre persisteva qualche difficoltà di comprensione, dovuta al sovrapporsi nella sua mente delle diverse strutture linguistiche, quella del Cinese scritto, della Lingua dei Segni cinese, dell'Italiano scritto e della LIS. Sul versante della socializzazione si è riscontrata una maggiore apertura. La sua timidezza ha lasciato il posto alla riservatezza ed è emerso un carattere caparbio e un controllo a volte eccessivo della propria emotività. In compenso ha imparato ad accettare il contatto fisico e si è dimostrata in molte occasioni generosa e a volte ironica. Inoltre ha iniziato a manifestare minore passività e ad apprezzare la compagnia. Attualmente Z. F. frequenta il terzo anno dell'Istituto Agrario "G. Dalmasso" di Pianezza, dove è inserita in una classe di udenti insieme ad un piccolo gruppo di coetanei sordi, con la presenza costante di un'educatrice segnante. E' stata dimessa dalla riabilitazione logopedica al compimento della maggiore età.
La forte motivazione di X.C. all'apprendimento della lingua italiana e a conseguire la licenza media per avere opportunità lavorative più tutelate e meglio retribuite di quelle in cui era stata saltuariamente impegnata fino ad allora, ha permesso di raggiungere senza difficoltà gli obiettivi scolastici e la stessa competenza linguistica della sorella. Un importante traguardo raggiunto da X.C. è stata l' accettazione del proprio deficit uditivo, grazie alle interazioni in Istituto con persone di diverso grado di sordità e che si avvalgono di diverse modalità di comunicazione. Ha potuto constatare che anche le persone dello stesso grado di sordità della sorella minore possono fare uso della voce e che l'uso della LIS non esclude la verbalità. Quindi superata la diffidenza iniziale, si è accostata alla LIS senza abbandonare i suoi propositi di imparare a parlare in Italiano. Dopo aver conseguito la licenza media, X.C. ha frequentato un corso intensivo d'italiano presso l'Istituto Agrario "G. Dalmasso" e un corso di cucina presso l'agenzia formativa "Salotto e fiorito" di Rivoli, con il supporto degli educatori dell'Istituto.
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