Ragazzo del Kosovo a Bologna

Il caso si riferisce ad un ragazzo di 17 anni, di nazionalità serbo/kosovara e nato in Italia.

Il ragazzo ha frequentato le attività della FG(Fondazione Gualandi) dal 2006 al 2008 a ed ha concluso al terzo anno la frequenza di un Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e della Pubblicità; attualmente è inserito in un corso di operatore della ristorazione.

La diagnosi, fatta all'età di 16 mesi, indica una sordità profonda preverbale bilaterale conseguente a meningite insorta nel primo anno di vita. Sono seguite un'immediata protesizzazione e una riabilitazione orale e gestuale effettuate presso la ASL di Bologna e proseguite fino all'età di 12 anni; la documentazione non è chiara ma sembrano presenti anche alcune difficoltà di ordine cognitivo. Il ragazzo non ha competenza linguistica e non porta la protesi acustica.

Nella famiglia del ragazzo si parla prevalentemente la lingua di origine e poco l'italiano. La modalità comunicativa privilegiata dal ragazzo è quella mimica gestuale.

Durante il percorso scolastico il consiglio di classe ha optato per la presenza di assistenti alla comunicazione con competenze in LIS e un programma scolastico differenziato e concentrato sull'acquisizione di un vocabolario di base e competenze pragmatiche. Dal 2005, su iniziativa della FG è cominciata una collaborazione tra Scuola, Servizi Sanitari e FG per la realizzazione di un progetto globale di crescita in ambito scolastico ed extrascolastico. E' stata pertanto gradualmente avviata dapprima la partecipazione del ragazzo ad "Amici in comunicAZIONE" (centro pomeridiano della FG rivolto ad adolescenti sordi e incentrato sulla comunicazione e sulla relazione con i coetanei) e in un secondo momento all'attività di "Italiano Amico" (attività individuale e/o di piccolo gruppo per adolescenti e adulti sordi motivati a migliorare la propria abilità linguistica).

Il progetto personalizzato del ragazzo, nella duplice articolazione scolastica ed extrascolastica - ha avuto come punto centrale l'acquisizione sia delle competenze necessarie ad una autonomia nella vita quotidiana e ad una relazione qualitativamente migliore con i coetanei, sia di ordine comunicativo - linguistico che di ordine pragmatico. L'attuazione del progetto ha richiesto e sta richiedendo un forte impegno per:
* responsabilizzare la famiglia il più possibile, sollecitando una partecipazione attiva e consapevole al percorso del ragazzo;
* tentare di ridurre la tendenza ad una frequenza saltuaria alle attività scolastiche ed extrascolastiche, tendenza che rischia di annullare la maggior parte degli sforzi degli operatori.
Al momento sicuramente permangono le difficoltà legate all'assenza della competenza linguistica con una conseguente non sufficiente e piena autonomia.
Tuttavia, da circa un anno, è andata maturando nel ragazzo la consapevolezza dell'importanza di comunicare, di parlare e di capire quello che gli altri dicono. Da qui la sua richiesta esplicita di riprendere il percorso logopedico ivi inclusa anche la protesi. In questo percorso, pur attenuando eccessive attese di completa risoluzione di ogni problema linguistico che questa protesizzazione tardiva ha creato, si sta incoraggiando il riavvicinamento del ragazzo alla lingua italiana, parlata (anche se minima) e scritta.

Nel corso degli anni è andato sicuramente crescendo nel ragazzo il desiderio di comunicare e la ricerca di modi possibili per farlo: internet, utilizzo della posta elettronica, del cellulare per l'invio di SMS, anche se l'uso di tali strumenti è fortemente limitato dall'assenza della competenza linguistica. È per questo che la FG preme per un raggiungimento almeno di un linguaggio verbale funzionale alle esigenze di tutti i giorni. Data però la complessità della situazione e considerate le numerose variabili in gioco, gli interventi finora messi in atto, non hanno certamente prodotto, e forse non produrranno, risultati risolutivi e definitivi. La stretta collaborazione tra Fondazione Gualandi, i Servizi Sanitari e la Scuola è comunque l'elemento portante di questo intervento che sta ancora accompagnando il ragazzo verso prospettive di autonomia.



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