Il sostegno che manca

Nelle scuole italiane, da quanto si legge sui giornali, l’integrazione sembra essere compito solo degli insegnanti di sostegno a cui viene affidato il ragazzo con disabilità.

Salvatore Nocera vicepresidente Fish (Federazione italiana superamento handicap)  alza di nuovo la voce per ricordare che sono gli insegnanti curricolari che devono occuparsi dell’istruzione di tutti gli alunni e nel loro lavoro possono essere affiancati (non sostituiti) da insegnanti di sostegno preparati. Purtroppo una scarsa formazione degli uni e degli altri e classi troppo numerose vanno a discapito dell’alunno e dell’insegnamento stesso. Questa situazione aumenta le ragioni di  protesta delle famiglie e delle istituzioni sulla continua mancanza degli insegnanti di sostegno.

Fiammetta Colapaoli, del Coordinamento associazioni dei disabili (Cad) di Bologna ammette che gli insegnanti di sostegno sono poco preparati perché, nonostante il gran parlare, non c’è realmente molto interesse a promuovere  l’integrazione. Alla scarsa formazione di base si aggiunge la totale precarietà di questi insegnanti, che si vedono assunti in settembre e licenziati in luglio, non riuscendo in questo modo a dare continuità al loro lavoro.

Altri aspetti vanno sottolineati: l’insegnamento di sostegno nei riguardi di bambini e ragazzi sordi comporta una specializzazione precisa e capace di flessibilità, sia perché la difficoltà di comunicazione costituisce un ostacolo  reale e permanente al lavoro collettivo scolastico, sia perché ogni persona sorda ha esigenze, possibilità e capacità molto differenti.
La preparazione specializzata degli insegnanti non esiste più, da molto tempo.

Nell'assegnazione dei docenti per il sostegno si tiene conto della graduatoria di punteggio, ma non viene valutato il tipo di specializzazione o l’esperienza nell’educazione dei sordi e meno che mai la continuità dell’impegno iniziato verso ogni singolo studente.