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Informazioni sanitarie sul web
Negli ultimi anni il numero di siti di informazione sanitaria è molto cresciuto, e non sempre chi ne gestisce i contenuti ha le competenze necessarie e sufficienti a fornire informazioni in modo corretto.
E’ innegabile l’importanza che hanno in questo molte associazioni di volontariato che diffondono informazioni e indicazioni di cure: spesso cercano di dare una visione d'insieme e vanno a colmare il vuoto di assistenza fra la conclusione del caso clinico e il sostegno alla persona e alla famiglia.
Tuttavia le associazioni non possono essere esonerate dal dovere di darsi delle regole precise, che consentano la verifica delle informazioni stesse. D’altra parte, chi cerca informazioni dovrebbe imparare a non dare per buona la prima notizia che trova e a fidarsi solo di informazioni sufficientemente garantite.
Sono quindi necessari alcuni accorgimenti, come il prendere in considerazione solo informazioni mediche scritte da esperti dell'area specifica e da professionisti qualificati, che comunque non devono sostituire, ma incoraggiare la relazione abituale tra medico e paziente. Altrettanto necessario il rispetto della normativa sulla privacy dei fruitori delle informazioni (pazienti e visitatori del sito).
Le informazioni diffuse devono essere accompagnate da referenze esplicite della loro provenienza e, se possibile, da link verso i dati a cui si riferiscono.
In ogni sito le informazioni dovrebbero essere sempre aggiornate, e per questo sarebbe opportuno che la data dell'ultimo aggiornamento apparisse chiaramente sulla pagina.
Le affermazioni relative ai benefici o ai miglioramenti indotti da un trattamento, da un prodotto o da un servizio commerciale, devono essere supportate da prove adeguate e corredate da referenze esplicite: troppo spesso vengono riportate singole esperienze che non possono essere elette a protocollo standard. E’ necessario che sia data la possibilità di contattare un operatore per avere ulteriori dettagli o supporto in caso di bisogno.
Il patrocinio del sito deve essere chiaramente identificato, come pure le identità delle organizzazioni commerciali e non-commerciali che contribuiscono al finanziamento, ai servizi o al materiale del sito; infine, è fondamentale la trasparenza rispetto ad eventuali sovvenzioni del sito provenienti da inserzioni pubblicitarie.
Non è una situazione solo italiana, infatti un team dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) ha usato il noto motore di ricerca Google per raccogliere, in siti britannici, notizie su cinque temi importanti di informazione per i genitori: "vaccino morbillo-parotite-rosolia e autismo", "Hiv e allattamento al seno", "mastite e allattamento", "posizione sonno neonato" e "vomito verde".
E’ risultato che solo 1 sito su 200-500 circa offre informazioni corrette sulla salute dei bambini, come si legge sugli "Archives of Disease in Childhood".
I ricercatori della Nottingham University Hospital Nhs Trust hanno rilevato che la qualità del materiale informativo trovato è risultata molto variabile, e la metà delle risposte di fatto non rispondeva alle domande.
In totale, riferisce la Bbc online, l’11% dei 500 risultati della ricerca forniva informazioni imprecise e solo il 39% dava quelle giuste.
Particolarmente scarse le risposte dei link offerti da sponsor, che sono i più diffusi: le informazioni contenute finiscono spesso per rivelarsi non strettamente collegate ai termini usati per la ricerca.
Avendo constatato che la maggioranza della popolazione continuerà a usare il web per saperne di più, gli autori concludono che, in aggiunta alle informazioni orali o scritte dal loro medico, i pazienti e i parenti dei malati dovrebbero ricevere l’indicazione dei siti del servizio sanitario e di quelli preventivamente approvati, dove trovare indicazioni aggiornamenti e approfondimenti.




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