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La musica si tocca
Giulia AmbrosettoArturo Fornasari, musicista, ha passato un pomeriggio con i collaboratori della Fondazione Gualandi e del Nido “il cavallino a dondolo” introducendo il tema Suoni, Rumori, Musica ed altro…
L’inizio, tecnico, si è basato su concetti quali l’altezza, l’intensità, il timbro e la durata di un suono. Molte informazioni sono state necessarie per dare le giuste “etichette” a quello che avremmo affrontato dopo : Fornasari ci ha accompagnato ad ascoltare suoni semplici e complessi, variazioni, riproduzioni, musiche...
Noi collaboratori della Fondazione Gualandi lavoriamo a stretto contatto con persone che hanno difficoltà di udito, ma ieri mi sono resa conto di come non mi fossi mai soffermata abbastanza ad ascoltare tutto ciò che un singolo suono, una singola nota può evocare.
Le sensazioni non arrivano solo dall’orecchio e di conseguenza al nostro cervello, ma si possono sentire con tutto il corpo, con la pancia, appoggiandosi a uno strumento, a contatto con il pavimento, e poi è grande la differenza quando un suono incontra oggetti diversi sul suo cammino.
Ho apprezzato in modo nuovo le grandi diversità tra un suono acuto e uno basso, impalpabile e di breve durata il primo, mentre l’altro è più corposo, sembra quasi di poterlo toccare.
Dagli studi e dalle letture fatte sulla sordità avevo appreso che i toni bassi sono quelli maggiormente conservati anche nei sordi, ma ieri questa nozione ha assunto un significato molto più consapevole.
Abbiamo tutti avuto modo di rinnovare la nostra attenzione anche a proposito dei suoni e dei ritmi che possiamo far percepire meglio ai bambini che hanno difficoltà di udito: ci sono molte cose che bisognerà approfondire.
Le informazioni avute mi hanno fatto comprendere meglio come possano nascere esperienze di suonatori sordi, come la grande Evelyn Glennie, percussionista.
Evelyn è diventata sorda all’età di 12 anni e solo dopo quel momento si è appassionata alla musica, che fino ad allora per lei era stata solo un hobby.
Questa artista suona un grande numero di strumenti a percussione ed è una delle pochissime soliste al mondo.
Nella sua carriera ha affiancato grandissimi esecutori come Steve Hackett, Bela Fleck, Bobby McFerrin e Fred Frith e ci sono musicisti che hanno scritto pezzi apposta per lei.
Quando Evelyn sale sul palco è scalza: i piedi a contatto con il pavimento le permettono di sentire con maggior chiarezza tutte le vibrazioni che gli strumenti producono, ecco la corposità e materialità del suono di cui ieri ho capito il significato!
Di Evelyn Glennie spesso si dice che tocca i suoni, ed effettivamente questo è quello che si percepisce in lei: ha grande talento ed ha sviluppato capacità che noi non siamo abituati ad usare.





