La scuola non vede i disabili

L'associazione "Tutti a scuola - onlus" pone nove domande a cui i politici e le istituzioni DEVONO rispondere.

Perché all'aumento progressivo dei bambini disabili si assiste ad una riduzione del numero di insegnati di sostegno?

Quando la continuità didattica diventerà un valore pedagogico da affermare nell'interesse dell'alunno disabile come previsto dalla legge 104/92?

Come si pensa di realizzare l'integrazione se si abroga (schema di regolamento sugli organici e formazione delle classi legge 133 dicembre 2008) il limite massimo di alunni disabili per classe?

Quando si metteranno in condizione i docenti curricolari di "formare e aggiornare" le loro competenze sulla disabilità che oggi (ricerca Invalsi 2006) riguarda solo il 30% di essi?

Quando il requisito di competenza diventerà obbligo per i dirigenti scolastici che (ricerca Invalsi 2006) evidenzia come appena il 25% di essi sia in possesso di un titolo di specializzazione o di aver frequentato corsi sull'integrazione dei disabili?

Quando la scuola potrà assicurare ai bambini disabili il superamento delle barriere architettoniche come previsto dall'art. 24 della legge 104/92 e successivo DPR 503/96?

Perché nessun governo negli ultimi 15 anni ha ritenuto opportuno risolvere la delicata questione dell'assistenza igienica dei bambini disabili?

Quando si renderanno obbligatori i corsi di formazione per i collaboratori scolastici come "non previsto" dagli articoli 47 e 48 del CCNL del 29/11/2007?

Quando gli enti locali responsabili, comune e provincia, attiveranno, come previsto dall'art. 13 comma 3 della legge 104/92, le figure professionali degli assistenti alla autonomia e comunicazione?

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