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Tappi, spago e fantasia: due giornate a fabbricare giochi

Roberto Papetti, creatore e animatore del centro La lucertola di Ravenna, esperto di giochi e di bambini, ci ha immerso in una situazione dove i materiali più vari, uniti a  riflessioni, racconti  e creatività, hanno offerto itinerari per costruire oggetti divertenti, inaspettati e originali.

Cannucce, cartone, nastro adesivo, spago, bottiglie di plastica, bastoncini, cuoio, tappi, legno, canne, stoffe, ci hanno fatto riscoprire il piacere di giocare insieme mettendo in moto le mani e l’intelligenza creativa.

Creare un gioco è anche e soprattutto giocare, un “saper fare” che coinvolge la mente e tutti i sensi nella fantasia di un racconto. Toccare i materiali, assemblarli e riconoscerne le proprietà è una sfida appassionante che conduce a interrogarsi su differenti  funzionamenti.

Un flacone da candeggina dipinto di nero diventa il corpo di un merlo. Un mattoncino di legno, cosparso di essenza alla lavanda, si trasforma in un ciondolo profumato. Una cannuccia con due fori riproduce lo stesso suono di un flauto. Una colomba può volare da un giocatore all’altro, grazie ad un abile meccanismo che si serve solo di due pezzettini di cannuccia, un po’ di spago e due tappi a corona. E voi, con delle noci, cosa costruireste? Solo una barchetta, o un gufo, una coccinella, una girandola, una tartaruga, un segnalibro, un ragno o un piccolo scrigno “porta-pensieri”?

Con pochi e semplici attrezzi di lavoro, abbiamo riconquistato lo spazio del gioco, ripercorrendo anche i passi della tradizione popolare che fabbricava storie partendo da oggetti di uso comune.

Penso a una saponetta lisa e giallastra, che è passata di mano in mano e ha parlato di sé attraverso le parole suscitate nei partecipanti, evocando sensazioni tattili e olfattive, immagini di antichi lavatoi e di moderne allergie, o ancora fantasie che l’hanno associata ora a una barchetta ora ad un tetto che  offre riparo.

Poi i racconti si sono ampliati fino ad esplorare altri continenti, altre culture.
Roberto Papetti, infatti, è anche un viaggiatore: ha scoperto luoghi lontani raccogliendo giocattoli, situazioni, emozioni, che riesce poi a trasmettere con gran forza, attraverso parole mormorate e giochi inconsueti.

Tutto questo fine-settimana è risultato un gioco, costruito di oggetti, di tentativi, di pensieri, di scoperte e di progetti. Una cosa molto seria, che ha coinvolto a fondo i partecipanti facendo crescere il desiderio di condividere l’esperienza.

La prossima occasione, qui,  è il 10-11 giugno.

 

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Roberto Papetti

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a volte c'é bisogno di più mani

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Ci vuole anche un po' di forza

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