Una bimba mi ha chiamata per nome…

Giulia Ambrosetto

Lavoro alla Fondazione Gualandi da qualche mese.
Prima dell’estate ho partecipato al laboratorio “Giocare con le Parole” occupandomi del gruppo dei bambini non udenti con età dai 3 ai 5 anni.
A settembre ho ritrovato alcuni di quei bambini che già avevo conosciuto e che  mi conoscevano.
All’inizio dell'attività, per rinfrescare i nomi di tutti abbiamo fatto alcuni giochi che ci permettessero di ricordare e ripetere i nomi.
Noi educatrici pronunciavamo i nomi in modo ben scandito e, aiutandoci con lo sguardo, attiravamo l’attenzione di chi stavamo man a mano chiamando.
Ai bimbi  chiedevamo di indicare la persona a cui si riferivano, in quanto anche pronunciare il proprio nome non è per loro un’impresa semplice.
Tra le difficoltà e le molte soddisfazioni, il nostro lavoro per giocare “con intelligenza” è andato avanti.
I bimbi si divertono, a volte capiscono, quando più, quando meno, e a volte  purtroppo si prendono l’influenza… e così può succedere di giocare con una sola bambina. E’ stato proprio in questa occasione che ho fatto una bella scoperta.
Era già un paio di volte che io ed Elma giocavamo insieme. Durante le attività, le chiedevo di ripetere con me qualche parola e di costruire qualche oggetto. E’ stato in questa occasione che Elma di sua iniziativa mi ha chiamata per nome:  “Giugia! Giugia!”
Mi stava chiamando per mostrarmi con orgoglio cosa aveva costruito.
Dopo tante ore trascorse insieme tra colori forbici e colla, che emozione sentirsi chiamare per nome da una bimba che di parole ne dice ben poche!



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