Terza Conferenza Nazionale sulla Disabilità

Concluso l'appuntamento di Torino (1), si tirano le somme.
Dai gruppi di lavoro la definizione dei temi più urgenti, dal governo la rassicurazione di non prendere decisioni senza la partecipazione attiva delle associazioni.
Alcuni argomenti hanno dominato la scena della discussione e animato l’evento, nel bene e nel male.

Qualche elemento per riflettere:
Parola d’ordine: mancano i fondi. Ma ne siamo certi?  Si potrebbe anche credere che i soldi ci siano, ma siano spesi male (2).
Perché spendere ventimila euro all’anno per frustrare un insegnante di sostegno obbligandolo a lavorare senza dargli strumenti necessari?  Ne basterebbe la metà per dare un servizio più utile, se solo si progettasse una più seria formazione prima e una specifica assegnazione dopo, con continuità.

Parola d’ordine: accessibilità. Giusto, e lo ribadisce chiaramente la Convenzione ONU (4), non solo con riferimento alla mobilità personale, ma anche alle informazioni destinate al grande pubblico, che vanno messe a disposizione  tempestivamente e senza costi aggiuntivi per la persona disabile (3). Si può sperare, ora, che almeno alcune di queste riflessioni arrivino  alle orecchie della Rai e che  siano accolte   finalmente le giuste proteste dei sordi per l’indecente servizio di sottotitolatura TV che devono subire in questi ultimi tempi.

Parola d’ordine: abbasso i politici. Certo, assenti e indifferenti.

Parola d’ordine: fino a che punto le associazioni riflettono le esigenze delle persone con difficoltà  fino a scendere nei dettagli della vita concreta,  e non si indirizzano piuttosto a sostenere logiche di intervento che rispondono a valutazioni politiche ?
Come rilevare le situazioni delle persone non solo in relazione alla loro salute, ma riguardo a scuola, lavoro, inserimento sociale ? 

Di fronte ad un Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità  [l'organismo che dovrà occuparsi in Italia dell'applicazione della Convenzione ONU] c’è l’indifferenza  dell’Italia:  quasi nessuno ha saputo nulla,  e quel che è emerso è stato liquidato probabilmente dal cittadino qualunque come l’ennesimo evanescente bla bla dei politici.

(1)    http://www.conferenzanazionaledisabili.it

(2)    Complessivamente la spesa sociale italiana è sostanzialmente in linea con quella degli altri paesi europei, anche se indirizzata diversamente

http://www.theye.it/index.php?option=com_content&view=article&id=117:la-spesa-sociale-in-italia-storia-di-un-squilibrio-strutturale

http://www.sanpaolo.org/cisf/Microsoft_cisf_2_.pdf

Libro verde sulla spesa pubblica,2007, tabella 2.1, p. 14

(3)   www.conferenzanazionaledisabili.it/wp-content/uploads/2009/10/gruppo5-defitivo-28.09.pdf 

 



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