Libri senza barriere

l'illusione dei testi semplificati per lo studio

È noto che l’uso della lingua italiana è spesso per lo studente sordo una difficoltà trasversale nella scuola, a causa dell’input linguistico verbale ridotto o assente durante il periodo critico per l’acquisizione del linguaggio.

La difficoltà dello studente sordo si riflette su tutti i livelli della sua lingua: fonologico (con inversioni, aggiunte, sostituzioni di sillabe), lessicale (povertà e rigidità nell’uso delle parole), morfologico (flessioni verbali e nominali, accordo di numero e genere, ecc.), sintattico (struttura della frase non standard), pragmatico (non comprensione né uso di proverbi, modi di dire, ecc.). Tali difficoltà si manifestano sia nell’espressione che nella comprensione del testo, con incertezze linguistiche assimilabili almeno in parte a quelle di uno studente straniero con una scarsa o incompleta conoscenza della nostra lingua.

Da ciò appare evidente come lo studente sordo possa trovarsi in difficoltà nell’uso autonomo dei libri di testo e si capisce perché viene proposta da più parti la costruzione e l’edizione di testi alternativi semplificati.

Va da sé che occorre distinguere tra i libri che portano concetti da imparare o esercitazioni da eseguire e i libri che portano a contatto con il testo scritto da un autore in prosa o in poesia, da capire e apprezzare cosi com’è.

Chi volesse fare questo delicato lavoro dovrebbe porsi prima di tutto una domanda: adattamento o riduzione-semplificazione? Che in altre parole significa: attenzione alla fonte (il testo) o al destinatario (lo studente) ?

Naturalmente dipende dal livello dello studente a cui ci rivolgiamo, avendo ben presente che il fine ultimo risiede nell’agevolare lo studente nell’accesso alle informazioni e nello stimolare e promuovere un percorso di analisi e studio  degli argomenti proposti, in forme progressivamente più autonome.

Ogni occasionale rielaborazione di alcune pagine va costruita su misura dello studente a cui è destinata secondo le sue esigenze e le risorse del momento.
Non deve sostituire il testo originale, ma costituire una sorta di buon avvio  alla lettura e allo studio. Può essere un momento del lavoro dell’insegnante di sostegno.

Prima di iniziare l’adattamento di un testo bisogna aver chiari:

  • - i pre-requisiti dello studente quanto al personale livello cognitivo e alla competenza raggiunta nella materia;
  • - gli obiettivi specifici della disciplina e del percorso metodologico che sta seguendo l’insegnante;
  • - il rapporto con i programmi previsti per quel livello scolastico: si deve considerare se  il percorso  rispecchia i programmi, se é molto diverso o se li integra.

È quindi una proposta illusoria quella di creare delle collane di testi adattati. Inutile avere biblioteche di testi resi semplici, ridotti, banalizzati, utili forse solo per una certa persona, in un certo momento.

Meglio piuttosto preparare bravi insegnanti che sappiano, come i bravi architetti, abbattere delle barriere. In questo caso quelle linguistiche.

Bisogna dire per contro che troppi libri di testo in uso nelle scuole riflettono soprattutto la passione esibizionistica di autori e curatori: il linguaggio utilizzato è complesso e contorto, gli elementi fondamentali nascosti in un mare di frasi accessorie. Spesso non si tratta di buon testo in lingua italiana.
Si potrebbe pretendere, a vantaggio di tutti gli studenti piccoli e grandi, la costruzione di testi scolastici più semplici e logici nell’esposizione delle informazioni, cui dare completezza con illustrazioni, elementi di approfondimento e documentazione con testi originali  allegati e indicazioni per la ricerca (su altri testi e su siti internet).

Infine si può anche osservare che la competenza dei sordi nell’uso e nella comprensione della lingua italiana può arrivare a un livello molto elevato se i bambini con difficoltà uditive sono accolti e accompagnati fin da piccolissimi in un percorso educativo appropriato di apprendimento della lingua che servirà a leggere, studiare, ragionare con altri.

Contenuti e significati si possono comunicare in molti modi e in diverse lingue, ma acquisire una lingua significa assimilare le sue caratteristiche.

Il  testo scritto è l’espressione più completa della lingua, è importante che il percorso di apprendimento di cognizioni e competenze da parte degli studenti sordi si accompagni al continuo progresso nel possesso della lingua italiana.

In una recente occasione di lavoro è stata proposta a un gruppo di maestri questa poesia di Bertold Brecht :

Ho sentito che non volete imparare niente.
deduco: siete milionari.
Il vostro futuro è assicurato – esso è
davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
hanno fatto sì che i vostri piedi
non urtino nessuna pietra. Allora non devi
imparare niente. Così come sei
puoi rimanere.
E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
come ho sentito, sono insicuri
hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
ciò che devi fare affinché stiate bene.
Essi hanno letto i libri di quelli
che sanno le verità
che hanno validità in tutti i tempi
e le ricette che aiutano sempre.
Dato che ci sono così tanti che pensano per te
non devi muovere un dito.
Però, se non fosse così
allora dovresti studiare.

Come si potrebbe “semplificare”  l’incontro con questo significativo testo poetico, farne percepire l’ironia e la durezza, la relazione con la storia dell’uomo, senza ridurlo a una predica in prosa?

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